Nick

Password

Log-in automatico
Non ti sei ancora iscritto? Registrati
Hai dimenticato la password? Clicca qui

Tifosi online: 13
Tifosi ospiti: 12
Tifosi Nascosti: 0
Tifosi Registrati: 1
Utenti registrati: larcierecalagol  
Statistiche Forum
Messaggi totali 223684
Utenti totali 5423
Ultimo utente iscritto aurelioamatista



Bocciato dal Catania, Gargano punta all'en plein

Articolo inserito il 06/11/2009 alle 16:12 da larcierecalagol nella sezione Squadra
E' stato letto 127 volte

il Catania fu il primo club italiano a bocciare Walter Alejandro Gargano: «E’ troppo piccolo per fare bene nel nostro campionato», dissero i dirigenti etnei la sera del 9 agosto del 2004 dopo averlo visto all’opera (ed anche apprezzato) nelle fila del Danubio F.C., ospite d’onore al memorial Massimino, incon­tro organizzato per celebrare il ritorno in A del Catania. Vana l’insistenza di Vincenzo D’Ippo­lito, il procuratore italiano che opera per conto di Pablo Bentan­cur: «Prendete quel ragazzo e non ve ne pentirete: ha solo ven­t’anni, non costa molto e corre per due». Macché. Gargano, che quella sera centrò un palo con un tiro dalla distanza, venne ineso­rabilmente bocciato. Ed altret­tanto fecero poi Fiorentina, Par­ma e persino la Juventus. «Dicevano che ero basso (1.68), non che fossi incapace di gioca­re al calcio», ha spiegato tempo fa il tamburino di Paysandù, ap­prodato l’anno dopo al Napoli grazie ad una intuizione di Mari­no e per soli tre milioni e due­centomila euro. Oggi Gargano ne vale almeno il triplo. In due campionati di A ha dimostrato qualità di corsa rarissime, guadagnandosi la sti­ma di tanti addetti ai lavori e so­prattutto di Oscar Tabarez che lo ha eletto a titolare inamovibile della nazionale uruguagia.

LA RIVINCITA - Ma Gargano non ha mai dimenticato quella prima bocciatura. E su quel campo che lo vide per la prima volta esibir­si in Italia vorrebbe togliersi una soddisfazione: «Piccolo io? Ades­so vi faccio vedere» , sembra di­re «el mota» (il puffo) che però la mamma ha sempre chiamato «el pichulo» (il piccolo) fin da quando lo accompagnava in bi­cicletta alla scuola calcio «La Centella». Nelle uniche due esi­bizioni al « Massimino» con la maglia del Napoli, Gargano le ha sempre prese di brutto: tre a ze­ro il primo anno; tre a uno lo scorso campionato. E’ arrivato il momento di togliersi quel sasso­lino dalla scarpa. Con l’avvento di Mazzarri, inoltre, si è anche perfezionato nel ruolo di cattu­ratore di palloni. Gargano con la Juve ha giocato per la prima vol­ta in tandem con Cigarini. En­trambi davanti alla difesa. Come due soldatini. Ed entrambi han­no soddisfatto l’allenatore tanto da confermarli anche per Cata­nia. Gargano appare più discipli­nato, non vaga più per il campo a pressare ovunque, ha dei riferi­menti precisi in avanti per cui è costretto a sbagliare anche meno appoggi. Insomma è diventato un giocatore prezioso nello scac­chiere del nuovo tecnico.

I MONDIALI - Ma la partita di Ca­tania dovrà essere come un trampolino di lancio per Garga­no: durante la sosta sarà infatti impegnato con l’Uruguay nelle due sfide spareggio con il Costa Rica per l’accesso ai mondiali: il 14 a San Josè ed il 18 a Montevi­deo: «Sarebbe bello fare l’en plein: vincere a Catania e quali­ficarsi per Sudafrica 2010».

Rino Cesarano
Corriere dello Sport