Bocciato dal Catania, Gargano punta all'en plein
Articolo inserito il 06/11/2009 alle 16:12 da larcierecalagol
nella sezione Squadra E' stato letto 127 volte
il Catania fu il primo club italiano a bocciare Walter Alejandro Gargano: «E’ troppo piccolo per fare bene nel nostro campionato», dissero i dirigenti etnei la sera del 9 agosto del 2004 dopo averlo visto all’opera (ed anche apprezzato) nelle fila del Danubio F.C., ospite d’onore al memorial Massimino, incontro organizzato per celebrare il ritorno in A del Catania. Vana l’insistenza di Vincenzo D’Ippolito, il procuratore italiano che opera per conto di Pablo Bentancur: «Prendete quel ragazzo e non ve ne pentirete: ha solo vent’anni, non costa molto e corre per due». Macché. Gargano, che quella sera centrò un palo con un tiro dalla distanza, venne inesorabilmente bocciato. Ed altrettanto fecero poi Fiorentina, Parma e persino la Juventus. «Dicevano che ero basso (1.68), non che fossi incapace di giocare al calcio», ha spiegato tempo fa il tamburino di Paysandù, approdato l’anno dopo al Napoli grazie ad una intuizione di Marino e per soli tre milioni e duecentomila euro. Oggi Gargano ne vale almeno il triplo. In due campionati di A ha dimostrato qualità di corsa rarissime, guadagnandosi la stima di tanti addetti ai lavori e soprattutto di Oscar Tabarez che lo ha eletto a titolare inamovibile della nazionale uruguagia. LA RIVINCITA - Ma Gargano non ha mai dimenticato quella prima bocciatura. E su quel campo che lo vide per la prima volta esibirsi in Italia vorrebbe togliersi una soddisfazione: «Piccolo io? Adesso vi faccio vedere» , sembra dire «el mota» (il puffo) che però la mamma ha sempre chiamato «el pichulo» (il piccolo) fin da quando lo accompagnava in bicicletta alla scuola calcio «La Centella». Nelle uniche due esibizioni al « Massimino» con la maglia del Napoli, Gargano le ha sempre prese di brutto: tre a zero il primo anno; tre a uno lo scorso campionato. E’ arrivato il momento di togliersi quel sassolino dalla scarpa. Con l’avvento di Mazzarri, inoltre, si è anche perfezionato nel ruolo di catturatore di palloni. Gargano con la Juve ha giocato per la prima volta in tandem con Cigarini. Entrambi davanti alla difesa. Come due soldatini. Ed entrambi hanno soddisfatto l’allenatore tanto da confermarli anche per Catania. Gargano appare più disciplinato, non vaga più per il campo a pressare ovunque, ha dei riferimenti precisi in avanti per cui è costretto a sbagliare anche meno appoggi. Insomma è diventato un giocatore prezioso nello scacchiere del nuovo tecnico.
I MONDIALI - Ma la partita di Catania dovrà essere come un trampolino di lancio per Gargano: durante la sosta sarà infatti impegnato con l’Uruguay nelle due sfide spareggio con il Costa Rica per l’accesso ai mondiali: il 14 a San Josè ed il 18 a Montevideo: «Sarebbe bello fare l’en plein: vincere a Catania e qualificarsi per Sudafrica 2010».
Rino Cesarano Corriere dello Sport
|