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Mazzarri: "Non c'è nessun caso Quagliarella"

Articolo inserito il 03/11/2009 alle 14:18 da blasco1988 nella sezione Squadra
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Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa:

Come si gestisce questo momento di euforia? "Parlerò con calma con la squadra. Dobbiamo analizzare gli errori commessi con la Juventus. D'ora in poi inizia il difficile. Il Catania ha bisogno di punti. Ci sono giocatori rapidi come Morimoto, Martinez e Mascara. Conosco molto bene anche Delvecchio, che in questo momento è fuori. Abbiamo una classifica chiara. Dobbiamo lavorare e crederci, l'attenzione deve essere massima. Se la concentrazione non sarà super si può incappare in qualche delusione. Vorrei che si pensasse solo al Catania. È bello avere grande attenzione mediatica. Dimentichiamoci queste quattro partite giocate bene, che sono servite per aumentare la convinzione nei nostri mezzi. Se metteremo in campo la giusta cattiveria agonistica contro il Catania sono sicuro che potremo avere dei risultati positivi".

Che idea si è fatto di Quagliarella? "Non voglio analizzare la sua situazione così male. Col Bologna è stato decisivo, poi ha sbagliato un rigore a Firenze contro un grande Frey. Non è al top dal punto di vista fisico. Questo turno di riposo gli è servito per recuperare, poi è entrato e lo ha fatto molto bene. Non è ancora brillante e reattivo nello scatto. Si impegnerà con il preparatore, come farà tutta la squadra. Non c'è nessun caso Quagliarella".

Come analizza il momento della difesa? "Dobbiamo analizzare gli errori commessi contro la Juventus. È stato fatto un regalo alla Juventus per mancanza di concentrazione. Sul gol di Trezeguet, invece, è stata sbagliata la marcatura. In generale sono soddisfatto. Il calcio non è una scienza esatta. C'è stata una dimenticanza. È un discorso più singolo che generale. Ha sbagliato un giocatore (Contini, ndr), può capitare. Mi auguro che si vedano dei miglioramenti. Ci sono degli accorgimenti da fare".

È riuscito a far rendere tutti i calciatori... "I cambi servono per motivare la squadra. Per me sono tutti titolari. Chi entra in campo deve rispondere con lucidità".

Maggio e Datolo possono offrire delle garanzie per il futuro? "Dipende dalle contingenze. Anche con Aronica c'erano gli stessi compiti. Mi è sembrato giusto inserire Datolo per come stava andando la partita e mi è andata bene".

L'euforia può creare dei problemi? "Bisogna saperla gestire. L'importante è essere compatti. Il calcio, sulle ripartenze, è bello. Con il Milan e la Fiorentina, ma anche con la Juventus, abbiamo visto un bel gioco. Cerchiamo di imporre sempre il nostro gioco. Tutto è più difficile ora. Quando si prepara un match contro una big le motivazioni arrivano da sole. Ora anche i nostri avversari daranno qualcosa in più contro di noi".

La sinergia tra la città e la squadra... "È qualcosa di fantastico. Serve molto creare un ambiente positivo a tutti i livelli, compresi i magazzinieri. Nella vita bisogna dare e avere".

Come si spiega la metamorfosi del Napoli? "Ho grande rispetto del lavoro dei miei colleghi. Non posso parlare di chi mi ha preceduto. Da quando sono arrivo ho instaurato subito un rapporto con la squadra. Bisogna palpare lo spogliatoio. Dopo i singoli colloqui ho capito che erano dei bravi ragazzi. C'è stato un mix. La voglia di non mollare mai, la grinta, il carattere sono alcuni aspetti. I miracoli non li fa nessuno. Non vorrei che si esagerasse con le lodi. Il difficile è far continuare a lungo questi momenti. Abbiamo avuto pure un pizzico di fortuna".

La statuetta sul presepe e la camicia bianca che fa tendenza. Le fa piacere? "Mi fa piacere, anche se mi spaventa un po'. Anche quand'ero in vacanza sentivo l'affetto dei tifosi del Napoli. I parziali mi sono sempre piaciuti poco".

C'è il rischio di avere cali di tensione? "Certo, per questo dico che serve grande concentrazione. La squadra è in crescita. La gara col Catania sarà un bel test".

Denis è in forma... "È vero. Faccio un esempio: quando andai al Livorno prendemmo Lucarelli, che arrivò appesantito. Quagliarella è un giocatore che ha doti tecniche importanti. Sono valutazioni che faccio al momento. Quagliarella va aspettato: è importante che negli undici serva alla squadra".

La preoccupano le sirene per Hamsik? Si aspetta qualche gol in più da Lavezzi? "Non ci ho mai pensato. La squadra deve pensare solo a dare il massimo, poi non chiedo il gol a nessuno. L'ho detto anche ad Hamsik: sotto porta serve la giusta cattiveria agonistica. Hamsik è un campione giovane ed eclettico: lo vorrei sempre con me, ma non parliamo di cose che non ci sono. Se ne riparlerà a giugno, dopo qualche confronto con il presidente e Bigon. La volontà del club è sovrana. Parlando con il presidente ho avuto la sensazione che vuole trattenere i big".

Se il Napoli va in Champions smetterà di fumare? "Questa parola non voglio sentirla. Il fumo è un brutto vizio, ma non ce la faccio a smettere".

Sulla panchina del Catania non è saltato l'allenatore. Meglio così? "Il Catania se la giocherà fino alla fine. Io posso contare su tanti uomini a disposizione. Mi fa piacere avere la giusta concorrenza. Ho grande rispetto per gli allenatori in difficoltà, non ci ho pensato. Sono concentrato sul Napoli. Rispetto il Catania. È una partita da prendere con le molle".

L'Europa League è un obiettivo alla portata... "Bisogna vivere alla giornata. Sono tutte finali. Nel calcio può succedere di tutto. Vigilo sui giocatori, sulla tattica".

Dovesse andare bene a Catania come pensa di frenare l'entusiasmo? "Dirò comunque che bisogna vivere alla giornata, senza fermarsi al singolo risultato".

Mister, però non ci dà mai un titolo, come ad esempio: "Voglio Cassano"... "Non sono io che devo dare dei titoli. Ci pensa il presidente".


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