Quagliarella si allena nel giorno di riposo
Articolo inserito il 03/11/2009 alle 12:12 da larcierecalagol
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Resta impressa una fotografia di Fabio Quagliarella. Quella che lo immortala con lo sguardo gelido, perso in mille pensieri: sono i minuti finali di Napoli-Milan, e lui è in panchina. L'incornata di Denis regala agli azzurri una rimonta insperata nei minuti di recupero. Si abbracciano tutti, esultano in panchina e in tribuna. Quagliarella è raggelato. Roba di qualche istante, certo. Poi il bomber di Castellammare di Stabia istintivamente si lancia nella mischia dei festeggiamenti. Era successo anche a Firenze, la domenica precedente. Denis, il centravanti quello puro - entrato da quattro minuti, forniva a Maggio l'assist per il gol della vittoria. Lui era in panchina dopo essere stato in campo a lottare per più di ottantacinque minuti. L'attimo di gelo, e poi la festa con i compagni. Lo sfogo all'esterno dello stadio Franchi, mentre con papà Pasquale, aspettava il pullman della squadra. «Non sono al top della condizione, lo so. Purtroppo fa male, sono un attaccante e il gol per me è tutto. Sono felice, felicissimo per questa vittoria. Ma devo ritrovare smalto, brillantezza nelle gambe ». In viaggio per Torino, Quagliarella, era stato seduto in aereo accanto al tecnico Mazzarri. Un'ora e venti minuti a parlare a convincersi che forse sarebbe stato il caso di partire dalla panchina. Approfittare del momento positivo di German Denis e alternarsi con lui. L'impresa storica contro la Juventus non porta la firma nè di Denis, nè di Quagliarella. Ma di certo l'argentino, in campo fino al minuto ventiquattro della ripresa, prima di avvicendarsi con l'attaccante della nazionale, è apparso più vivo. Più in forma. Più utile a smarcarsi, più veloce nell'assistere in compagni nelle ripartenze. Sempre puntuale in fase di recupero. Cosa succede a Fabio Quagliarella, il campione indiscusso della nazionale, che per il Napoli ha rifiutato offerte allettanti di club più blasonati? Nulla di irrecuperabile, per fortuna. Qualche noia muscolare, partite giocate con infiltrazioni alla caviglia, incontri troppo ravvicinati che non gli hanno mai permesso di recuperare con tranquillità. sabato c'è il Catania e Fabio Quagliarella vuole essere da protagonista. E allora, il giorno di riposo (ieri, lunedì), invece di trascorrerlo con la famiglia, è stato propizio per riprendere anzitempo gli allenamenti rispetto ai compagni. Il tutto ovviamente con il consenso dello staff tecnico. A Fabio Quagliarella i sacrifici non spaventano. Ha voluto Napoli fortissimamente, ha esaudito un sogno. Non che debba dimostrare di essere un campione, le sue qualità sono indiscutibili. Ma un giorno di lavoro in più, può affrettare il recupero. Fabio a Catania vuole esserci dal primo minuto.
Monica Scozzafava Corriere del Mezzogiorno
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